Vangare l’orto

Vangare l’orto

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Orto da Coltivare

Tra le operazioni più importanti da fare nell’orto c’è senza dubbio la vangatura. Si tratta del lavoro più faticoso dal punto di vista fisico ma ha un effetto davvero utile sul futuro sviluppo delle colture orticole.

Vale la pena quindi imparare a farlo per bene e capire meglio anche come mai è il caso di effettuarlo, in modo da aver presente le ragioni di tanta fatica e qualche mal di schiena.

Perché vangare

La vangatura consiste nel rompere meccanicamente le zolle del terreno, si attua usando la vanga, che è un attrezzo molto semplice, composto da una lama che penetra nel terreno per 20/30 cm e da un manico lungo, che permette di lavorare in piedi.
Questa lavorazione serve principalmente a rendere il suolo soffice e drenante.
Soffice perché rompendo lo strato compatto si prepara uno spazio accogliente, facilmente penetrabile dall’apparato radicale delle piante.
Drenante perché una volta sciolto il terreno potrà assorbire rapidamente l’acqua in eccesso senza creare ristagni nocivi all’orto e portatori di possibili malattie.

Rivoltare la zolla oppure no

Vangando l’orto si può scegliere se limitarsi a rompere lo strato di terreno oppure se sollevare e rivoltare la zolla sotto sopra. Nell’agricoltura tradizionale tipicamente si esegue sempre anche questa seconda operazione, che ha lo scopo di interrare a fondo semi e radici di erbe infestanti per evitare che ricaccino.

In un’ottica di agricoltura biologica, attenta alla fertilità biologica del suolo è invece meglio limitare il capovolgimento della zolla allo stretto indispensabile. Si tratta infatti di un’operazione che danneggia la microfauna del terreno, utile allo sviluppo della pianta.

Possiamo quindi girare le zolle solo in casi eccezionali, ad esempio quando si vanga un prato incolto, mentre lavorando un suolo già coltivato ci limitiamo a dissodare. Questo lo si esegue usando una forca da vangatura, facendo anche molta meno fatica.

Come si vanga

La vangatura è un lavoro semplice e che si impara rapidamente: consiste nel far penetrare la lama della vanga più a fondo possibile, eventualmente aiutandosi caricando il peso di tutto il corpo sopra, e poi fare leva per smuovere la terra. In questo modo si tagliano porzioni di zolla, che possiamo eventualmente decidere di sollevare e capovolgere, come già accennato.
Vangando si procede con un fronte di lavoro di ampiezza variabile, andando all’indietro.

La malizia che si impara col tempo è nel fare i vari movimenti aiutandosi con le gambe ed evitando di sovraccaricare i muscoli della schiena, altrimenti a fine lavoro si può accusare la fatica in modo spiacevole.

Fare l’orto senza vangare

Vangare è utile ma non obbligatorio. Ci sono tecniche di coltivazione biologica che prevedono la non lavorazione del suolo. Si vedano ad esempio le teorie di agricoltura naturale di Masanobu Fukuoka, il metodo No Till, la coltivazione elementare di Gian Carlo Cappello, e l’orto sinergico in cui si preparano bancali permanenti. Naturalmente tutte queste metodiche hanno visioni e accortezze peculiari, che meritano successivi approfondimenti.