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SuperAlberi: curiosità e conoscenza

Mi capita sempre più spesso di dover curare alberi rotti a causa del maltempo e dover sentire commenti del tipo: “Tiratelo giù che è pericoloso” oppure proprio dall’altro lato della strada “Mi raccomando non toccatelo ! Gli alberi sono preziosi e non si devono abbattere”

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Ritengo che entrambe le posizioni sono estreme e pericolose, pur se sottendono una piccola dose di verità. Ogni albero, per il fatto stesso di esistere come elemento vivo, vitale e verticale può diventare pericoloso. Un fulmine, un vento eccessivo, una tromba d’aria, una vecchia ferita all’apparato radicale possono far crollare il gigante. Ma ogni albero, per il fatto stesso di esistere come elemento vivo, vitale e verticale si accresce reagendo agli stimoli ambientali esterni e cercando di “costruirsi” in maniera da resistere a tutte le sollecitazioni dell’ambiente esterno. L’albero ha questa grande e spettacolare capacità. Continua a crescere sempre, continua a depositare nuovo legno ogni anno su tutto il tronco, le branche, i rami. Irrobustisce ogni anno il suo apparato radicale, creando nuove radici, nuovi tessuti.

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E nuove gemme e nuove foglie: il vero laboratorio della vita, dove l’Energia del sole è trasformata in catene di glucosio e poi in mattoni strutturali di lignina e cellulosa. L’albero, nel suo ambiente naturale, è in grado di autoregolarsi, di crescere in maniera adeguata alle sollecitazioni esterne e farvi fronte con la sua innata capacità di rispondere agli stimoli crescendo di conseguenza. Soccombe solo in presenza di fenomeni naturali straordinari o per l’attacco di voraci parassiti che ne accelerano il decadimento (così da far posto, nella grande catena della vita ad altri esseri viventi). Ma finchè può continuare a crescere, l’albero è vivo. Ma questo accade nel suo ambiente naturale. E l’ambiente naturale dell’albero è la foresta! In città l’albero, qualsiasi albero, non è al suo posto.

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Alcuni alberi riescono a sopportare meglio questo ambiente, altri meno. Ma comunque la città, l’ambiente urbano, e perfino la campagna, non sono l’ambiente naturale di nessun albero. Dobbiamo saperlo quando piantiamo un albero, dobbiamo saperlo quando curiamo un albero, quando lo potiamo, quando vogliamo “piegarlo” ai nostri desideri. Occorre purtroppo sfatare molti “miti” che sono saldamente radicati nella nostra cultura e nelle nostre tradizioni riguardo agli alberi e non è certo un’operazione facile. Nei corsi che tengo per gli hobbisti arrivano sempre persone che si stupiscono di quello che gli racconto, ma quando comprendono il senso profondo della natura dell’albero si accorgono che possono cominciare veramente a curarlo. Il primo passo è la curiosità. Il secondo la conoscenza…Conoscere l’albero senza pregiudizi, come funziona, che necessità ha, come è strutturato, come reagisce è il primo tassello per imparare a “gestirlo”. Conoscere l’albero che abbiamo in giardino e davanti a casa è il primo tassello per salvarlo, per curarlo, per amarlo davvero. In realtà tutti lo possiamo fare, basta un po’ di curiosità e buona volontà.

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