Piccoli gioielli di un prato “normale”

Invece del prato all’inglese, un prato rustico può contenere molte specie, tra cui alcune fiorifere. Possiamo sfruttare la bellezza di alcune specie coltivandole nel nostro giardino.

Abituati come siamo a concentrare il nostro sguardo sulle specie coltivabili, rischiamo di misconoscere la varietà e la bellezza di molte piante spontanee che crescono nei nostri prati. Non le seminiamo, non le annaffiamo, ma loro ad ogni primavera tornano a ingraziosire il panorama delle nostre passeggiate. 

Si tratta di piccole erbacee: alcune fioriscono e sono perciò più appariscenti, isolate o a formare larghi gruppi. Molte sono solo “erbe” di varia foggia e dimensione. Tutte insieme fanno di un prato qualsiasi un vero spettacolo. Ma oltre alla loro bellezza, hanno spesso proprietà medicamentose importanti, da sempre sfruttate nella medicina popolare e la capacità di colonizzare il terreno nelle zone più impervie e difficili. È proprio la loro rusticità e capacità di sopravvivere e moltiplicarsi nonostante il freddo e la scarsità di nutrienti nel terreno che sono indicate spesso come infestanti,  capaci di porsi in diretta competizione con le piante normalmente coltivate nel prato. La loro presenza nel nostro giardino può essere però preziosa, proprio per la loro capacità di attrarre gli insetti impollinatori, le farfalle, gli insetti utili. 

 

LA SEMINE CON IL FIORUME

Il metodo più semplice per avere un prato di erbe spontanee è utilizzare il cosiddetto fiorume, cioè i residui di fieno che rimangono a terra nei fienili. Sono infatti ricchi di semi di ogni tipo. Per prima cosa lavoriamo un poco il terreno di semina zappettandolo in superficie. In una giornata senza vento distribuiamo sul terreno uno strato di fiorume e schiacciamolo con il dorso del badile o passando un rullo. Bagniamo la superficie seminata ogni due o tre giorni per evitare che il vento disperda i semi.

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una piccola ORCHIDEA fatta per le farfalle

La Nigritella, nelle sue diverse specie è un’orchidea terrestre (non epifita dunque, non cresce a spese di altre piante). Il suo labello non è vistoso come nelle altre orchidee perché non ha funzione attrattiva nei confronti degli insetti impollinatori. Questi sono per lo più costituiti dalle farfalle e per questo il labello ha una forma utile per facilitare l’accesso proprio agli insetti dotati di proboscide più grande (come appunto le farfalle).

 

un ottimo CONCIME naturale e gratuito

Il Trifolium pratense si comporta come le leguminose: possiede cioè intorno alle radici rizobie in grado di fissare l’azoto atmosferico in ammonio che, disciolto nel terreno è la fonte principale di azoto per le piante. La sua presenza quindi miglliora la fertilità del terreno rendendo disponibile gratuitamente l’elemento principale costitutivo delle piante.

COSÌ I SEMI VANNO LONTANO

I semi del Lamium hanno un’appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri che attrae le formiche. Queste, per cibarsi di questa sostanza, spostano i semi lontano dalla pianta madre permettendone la moltiplicazione senza entrare in diretta competizione con la pianta madre.

 

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LA VIOLETTA DI PARMA

Da oltre 2.000 anni si coltiva la viola odorata e sembra che gli Arabi fossero stati i primi ad estrarne l’olio essenziale, convinti che il suo profumo desse sollievo e robustezza al cuore. In Italia la produzione delle viole iniziò con Maria Luisa d’Asburgo, seconda moglie di Napoleone, quando divenne Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla.

 

il nome del RANUNCOLO

Il nome ranuncolo, secondo il naturalista Plinio vissuto tra il 30 a.C e il 50 d.C, è strettamente connesso con la parola “rana” in quanto molte di queste specie prediligono le zone umide, ombrose e paludose, habitat naturale proprio delle rane.

 

un FIORE a forma e misura di BOMBI

I fiori del Lamium purpureum sono delle piccole bocche fatte su misura per accogliere i bombi (i maschi delle api). Nella gola del fiore ci sono i pistilli ricchi di nettare, mentre sul “palato” c’è una striscia di polline. Quando il bombo vi penetra per succhiare il nettare, si sporca di polline che depositerà su altri fiori.

 

 

 

 

 

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Una leggenda del passato racconta che, se i fiori di Veronica venivano distrutti, gli uccelli si sarebbero vendicati beccando gli occhi del vandalo oppure quelli di sua madre.

 

le virtù medicinali della CENTAUREA

Il nome del genere centaurium ha origini riconducibili al centauro Chirone, figura mitologica collegata strettamente al mondo della medicina, della medicazione, delle erbe e sostanze medicinali. Si narra che Chirone si servì di questa pianta per curarsi una ferita al piede, inflittagli per errore da Ercole, il quale lo aveva colpito con una freccia avvelenata, durante la sua lotta contro i centauri.

 

La centaurea è utilizzata nella preparazione del vermuth.

il fascino del COLORE

Il papavero attira gli insetti impollinatori solo grazie al colore vivace dei suoi petali. Il fiore infatti è completamente sprovvisto di nettare.

 

UN’ERBA MOLTO APPREZZATA

La malva ha conosciuto molti estimatori nel corso dei secoli e viene spesso citata nelle opere più diverse per le sue presunte virtù medicamentose e persino miracolose. Marziale ne consigliava il decotto di foglie per smaltire i fumi dell’alcol, mentre Orazio la utilizzava spesso insieme a cicoria e olive,

 

Screen Shot 2016-06-09 at 15.14.56considerando questa insalata molto corroborante. Plinio la descrive per le sue virtù afrodisiache mentre in tutto il MedioEvo e Rinascimento quest’erba veniva considerata come utile per far fronte a qualsiasi malanno. Si racconta che Carlo Magno avesse fatto realizzare nel suo giardino un’aiuola adibita esclusivamente alla sua coltivazione per far fronte alle cure necessarie sue e dei suoi famigliari.

 

Il nome papavero deriva dal celtico “papa”, cioè pappa, derivato dall’usanza di mischiare il suo latice nella pappa dei bambini per farli dormire a lungo.

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una RISORSA preziosa per l’orto e il giardino

Queste piante spontanee hanno la grande capacità di attrarre molti insetti utili che, diversamente, resterebbero lontani dal nostro orto o dal nostro giardino. La quantità di fiori prodotti, anche dalle forme più semplici, si propongono come un vero banchetto per le api, le farfalle e gli insetti che si cibano del nettare. Avere quindi queste piante a fianco del nostro orto rappresenta una grande risorsa per la nostra produzione di ortaggi, proprio per la loro capacità di attrarre insetti impollinatori ed insetti utili. Se possiamo perciò, raccogliamone i semi e creiamo uno spazio in cui possano liberamente crescere. La loro presenza è salutare e ci fornirà più di quanto possano occupare come spazio.

 

la piantaggine è l’erba dei soldati

È questo il nome che Shakespeare attribuisce alla piantaggine nell’Amleto. Questo è dovuto al fatto che queste piante venivano utilizzate per il trattamento delle ferite; le foglie fresche venivano ridotte in poltiglia e

applicate direttamente sulle ferite come antibiotico.Screen Shot 2016-06-09 at 15.18.23

Il Mio Giardino

Il Mio Giardino è una rivista mensile che, dal 1998, si rivolge a quanti amano le piante. È una guida che fornisce mese per mese tutte le operazioni da fare in giardino, in casa, sul terrazzo, nell’orto e nel frutteto. Ricco di idee e trucchi del mestiere, è rivolto a chi desidera avere piante sempre in […]

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