Piante grasse: Aloe

Piante grasse: Aloe

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Nome scientifico: Aloe vera, A. arborescens, A. saponaria

Famiglia: Aloacee (Liliacee)

Come sono fatte:

il genere, comprendente 250 specie circa, è originario del Sud Africa e del Madagascar. Sono caratterizzate dalla rosetta di foglie succulente e allungate, più facilmente inermi, ma in qualche caso (A. vera, A. arborescens, A. saponaria, A. ferox ecc.) munite di spine, la cui punta termina a uncino. Dopo 3-4 anni di età fioriscono emettendo al centro della rosetta fogliare la pannocchia fiorale, che si trasforma in un lungo stelo (anche 1 m d’altezza, dipende dalla specie e dalla grandezza della pianta) che porta in cima i racemi di fiori gialli, arancioni, rossi o nelle tre tinte mescolate.

Dove si coltivano: 

le più rustiche (Aloe saponaria, A. arborescens, A. vera) possono essere coltivate anche in piena terra in giardino lungo la costa tirrenica dalla Liguria alla Calabria, su quella adriatica da Pescara in giù, lungo tutta la costa ionica e nelle Isole. Per precauzione, vanno collocate in luoghi assolati e protetti dai venti settentrionali. Altrimenti si coltivano in vaso, obbligato nelle zone più fredde, che va protetto d’inverno in serra fredda fino a 5 °C oppure in un luogo interno fresco (pianerottolo, veranda, doppi vetri, stanza non riscaldata).

Come si coltivano:

in un vaso di coccio, di diametro inferiore di un terzo rispetto alla circonferenza delle foglie. Desiderano una terra per piante grasse o comunque sciolta, sabbiosa o con pomice, ben drenata. Si collocano al sole dall’autunno alla primavera, a mezz’ombra in estate. Si annaffiano da marzo a settembre, dopo che il substrato si è asciugato, aggiungendo ogni 15 giorni un po’ di fertilizzante liquido per succulente. Si riproducono staccando dalla pianta madre i polloni radicali. In inverno le annaffiature si riducono a una scarsa al mese (nessuna se svernano in esterni).

I suoi nemici:

i marciumi radicali, causati da un eccesso di irrigazione o da un substrato mal drenato.

Curiosità:

ufficialmente, la prima Aloe arborescens sarebbe arrivata in Europa nel 1695, proveniente dal giardino della Dutch East India Company di Città del Capo. Ma si segnalava già nel 1689 ad Amsterdam una fioritura di aloe e, ancora prima, il medico Pietro Andrea Mattioli (XVI) descriveva la coltivazione di numerosi esemplari di aloe anche in Italia. Dall’A. vera si ricava la polpa mucillaginosa, ricca di sostanze utili, benefica per la pelle e antiossidante se assunta per bocca.