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Perché rivoltare la zolla non è ideale

Nella lavorazione del terreno dell’orto tradizionalmente si utilizza la vanga, andando a rivoltare la zolla. Chi ha possibilità di usufruire di un trattore spesso impiega l’aratro per dissodare il suolo. In ogni caso è prassi comune rimescolare i diversi strati di terra meccanicamente.

 

Questo sistema è utile per liberarsi dalle erbe infestanti, visto che molte sementi e radici restano seppellite a fondo e non riusciranno a risalire allo scoperto.

Tuttavia il fatto di spostare in profondità la terra che stava in superfice e viceversa non ha solo risvolti positivi. Questa pratica agricola comporta un impoverimento del suolo, negativo in particolare per chi sceglie la coltivazione biologica.

 

Microrganismi utili al lavoro

In ogni terreno è presente una grande quantità di vita: tanti e diversi microrganismi operano consentendo attività e trasformazioni in cui si inserisce la vita vegetale. Si tratta di spore di funghi, batteri e altri esserini microscopici.

Il fatto che la sostanza organica si decomponga, trasformandosi in fertile humus disponibile per le piante e che l’apparato radicale delle nostre coltivazioni sia in grado di assorbire microelementi utili dipende proprio da questi microrganismi, che vivono in rapporto e spesso in simbiosi con le radici.

Possiamo considerare questi esseri come piccoli aiutanti del coltivatore. La loro utilità è riconosciuta, tanto che in agricoltura naturale si sta diffondendo l’utilizzo di EM (microrganismi effettivi) e micorrize, ovvero l’apporto controllato al terreno di alcuni microrganismi particolarmente utili per le colture.

 

Effetti del rivoltamento sui microrganismi

I microrganismi del terreno si dividono in aerobi, ovvero che necessitano di ossigeno per vivere, e anaerobi, che non richiedono invece la presenza di questo elemento. Naturalmente nello strato più superficiale del suolo vivono i microrganismi aerobi, che hanno così accesso all’ossigeno necessario, mentre gli anaerobi popolano il sottosuolo più profondo.

Quando andiamo con la vanga o con l’aratro a girare il terreno provochiamo uno scompenso alle sue minuscole forme di vita: molti microrganismi aerobi si trovano sepolti, viceversa gli anaerobi vengono catapultati all’aria. La conseguenza è la morte di parecchi di queste utili forme di vita, che comporta un impoverimento del terreno rendendolo meno fertile.

Ovviamente i danni portati dal rivoltamento della zolla non sono irreversibili: col tempo i microrganismi superstiti si moltiplicheranno, tornando alla loro presenza ottimale, ma il danno viene comunque accusato.

 

La corretta lavorazione nell’orto biologico

Lo sconvolgimento degli equilibri del suolo è particolarmente dannoso nella coltivazione biologica, in cui l’orto viene fertilizzato con una concimazione per lo più a base di sostanza organica (letame e compost), che richiede un’intensa attività dei batteri degli altri microrganismi.

Per questo motivo si consiglia di ridurre per quanto possibile il dissodamento: il terreno può essere comunque smosso con la vanga, o meglio ancora con la forca da vangatura, ma senza essere rivoltato, se si vuole usare un attrezzo meccanico è ottimale la vangatrice.

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