Perchè gli alberi cadono?

Notizie di questi giorni, di questi ultimi mesi, degli ultimi anni. Gli alberi cadono. E fanno Paura. Ma perché gli alberi cadono? E’ ben vero che stiamo assistendo ad una modificazione climatico ambientale senza precedenti e che influenza senz’altro la capacità di resistenza dei nostri alberi. Ma vorrei evidenziare, che, come al solito il problema prioritario è l’uomo e la sua supponenza e poca conoscenza. E non mi riferisco alle modificazioni climatiche. Mi riferisco proprio agli alberi. Gli alberi cadono, ma non per colpa del vento. Il più delle volte è solo il fattore ambientale che dà il colpo di grazia.

Cadono per colpa della nostra ignoranza.

Abbiamo piantato per anni (e purtroppo continuiamo a farlo) alberi sulle strade e nei nostri giardini incuranti dello spazio che concedevamo allo sviluppo degli apparati radicali. Pensiamo che alberi di oltre venti metri possano sviluppare un apparato decente e capace di farli stare in piedi se gli concediamo una aiuola di terreno di un metro quadrato ? Oppure uno strato di terreno di pochi decimetri riportato su una base di ghiaia e ruderi (come è accaduto e accade in molti giardini)?

O ancora, riteniamo ininfluente tagliare (per giunta male) le radici strutturali di un albero adulto per far passare cavi e sotto servizi di vario genere?

Pensiamo che massacrare la chioma con potature errate e assolutamente scriteriate possa generare poi una struttura arborea adeguata ad assorbire l’impatto del vento?

O che dimenticarsi di curare adeguatamente il grande albero che cresce in giardino non porti alcuna conseguenza?

E che un edificio costruito nei paraggi di un albero non  comporti in seguito un diverso impatto dei venti sulla chioma di quell’albero che per anni è cresciuto “sentendo” il vento arrivare sempre in una certa maniera e con una determinata intensità?

Gli alberi non si muovono. Sembra una banalità. Ma non muoversi vuol dire essere soggetti a qualsiasi cambiamento dell’ambiente esterno. Per questo, gli alberi, soprattutto in città, devono essere curati (non manutenuti), come qualsiasi altro essere vivente, in maniera adeguata e professionale (ma purtroppo tecnici preparati su questo aspetto ce ne sono veramente pochi sia in ambito pubblico che privato).

Gli alberi dovrebbero essere piantati in maniera corretta per garantire uno sviluppo proporzionato di chioma e apparato radicale e non dovrebbero essere danneggiati da scavi o potature inappropriate. Necessitano di ricevere, in maniera adeguata, luce, acqua, nutrimento, e di avere uno spazio proporzionato alla loro crescita, sia aerea che tellurica. Ma purtroppo degli alberi ci ricordiamo solo quando vogliamo piantarli, perché il verde è necessario, è bello, è utile, è un patrimonio e via discorrendo. Così li conficchiamo in un “buco”, convinti che, comunque, quel povero essere vivente abbia la capacità di adattarsi. Poi ce ne dimentichiamo. Invece l’albero non si adatta (l’adattamento tecnicamente è una questione di genetica delle popolazioni). Non potendosi muovere, semplicemente reagisce, come può e col corredo genetico che ha a disposizione, alle condizioni in cui noi gli abbiamo imposto di crescere. E anche se non ha spazio adeguato per la crescita delle radici cerca comunque di sopravvivere, anche se non riesce a sviluppare una struttura meccanica in grado di sostenerlo una volta adulto. E quando cresce pensiamo che sia diventato troppo alto e allora azioniamo le motoseghe. Non importa cosa tagliare, quanto tagliare, come tagliare, quando tagliare. Tanto l’albero ricresce. Già. Peccato che, se effettivamente riesce a sopravvivere a questi drastici interventi di riduzione della chioma (capitozzature più o meno nascoste), non sarà in grado di creare una chioma capace di sopportare gli impatti del vento. Le ferite create dalle motoseghe infatti, faciliteranno l’azione di insetti e funghi in grado di degradare il legno, i nuovi rami, appena diventeranno più pesanti, si spezzeranno, facilitando l’ulteriore ingresso di patogeni che innescheranno ulteriori problemi meccanici.

Gli eventuali tagli eseguiti sugli apparati radicali, per la posa di sotto servizi (assolutamente necessari per aumentare le nostre comodità), eseguiti con scavatori che strappano i tessuti, saranno invasi da marciumi, ancora più subdoli perché non visibili.

E alla fine gli alberi, stremati cadono.

E noi gridiamo: “alberi assassini”. Non pensando a tutte le vessazioni a cui li abbiamo costretti, a tutto il male che gli abbiamo fatto e a cui loro mai si son ribellati.

Dovrebbe però far riflettere il fatto che, con tutti gli alberi che cadono, ci siano fortunatamente pochissimi incidenti gravi o mortali. Infatti, anche quando, stremati, con l’ultimo colpo di vento, gli alberi soccombono e schiantano, cercano ancora di salvarci. Evitandoci per quanto possibile. Secondo alcuni studi, infatti, la possibilità di morire sotto un albero che cade è parecchie decine di volte inferiore a quella di morire perché un fulmine ci cade in testa. Ricordiamoci che dopo tutto gli alberi sono i nostri avi, hanno creato l’ossigeno e tutte le condizioni per noi vitali sulla terra, ci hanno dato frutti, riparo e legno che abbiamo usato per creare oggetti di ogni tipo o anche solo per scaldarci. E lo hanno sempre fatto gratuitamente, senza chiedere nulla in cambio se non un po’ di rispetto e conoscenza. Noi invece, purtroppo, quasi sempre li usiamo e li sfruttiamo senza conoscerli affatto.

Eppure loro, ancora, da millenni, ci proteggono, ci vedono e ci amano.

SuPerAlberi

Il nostro mestiere è curare gli alberi, il nostro sogno è salvare il mondo SuPerAlberi è la prima azienda al mondo che lavora sugli alberi in maniera EcoSostenibile, EcoLogica e EcoSolidale. L’approccio è quindi totalmente innovativo: metodologie di avvicinamento al mondo arboreo ecocompatibili e rispettose dell’ambiente si coniugano con le più elevate professionalità e conoscenze […]

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