alberi e arbusti Credits fotografia

Natura e leggende: alberi e arbusti

Molte delle piante già note al tempo dei greci e dei romani sono nobilitate da leggende legate agli dei o agli eroi dell’epoca, che possiamo far rivivere ospitando quegli alberi e fiori nel nostro spazio verde.

ALBERI NOBILI

Abete. È dedicato a Cenide, la ninfa amata da Poseidone, che volle essere trasformata in uomo. Prese il nome di Cineo, divenne un imbattibile guerriero e fu proclamato re dei Lapiti. Diventò così superbo da piantare nel centro della piazza la sua lancia realizzata con legno di abete e chiese ai sudditi di venerarla con sacrifici. Zeus, per punirlo di tanta superbia, ordinò ai Centauri a ucciderlo, percuotendolo con tronchi di abete e conficcandolo al suolo per farlo diventare un albero di abete.

Cipresso. Ciparisso, bellissimo giovane amato da Apollo, viveva in compagnia di un maestoso cervo dalle corna d’oro, suo grande amico: un giorno d’estate, scagliando per gioco un giavellotto, il ragazzo trafisse mortalmente il cervo. Disperato, non sopportando il rimorso e il dolore per la sua perdita, Ciparisso si tolse la vita senza che Apollo riuscisse a salvarlo. Il dio potette solo esaudire il suo ultimo desiderio, quello di rimanere in lutto perenne ed evidente: lo trasformò quindi nell’albero simbolo del dolore e della tristezza, il cipresso. L’albero fu consacrato ad Ade/Plutone, dio degli inferi: si riteneva che le anime dei defunti arrivassero colà con le sembianze di cipresso.

Pino. La casta ninfa Piti, dovendo scegliere fra due spasimanti, Pan, dio dei boschi e della sessualità, e Borea, dio del vento del Nord, preferì Pan, scatenando le ire di Borea, che soffiò così forte da farla cadere da una rupe. Pan, per salvarla, la tramutò all’istante in un pino, abbarbicato sulla roccia. Ancora oggi, quando in autunno soffia Borea (la tramontana), Piti piange, lasciando cadere gocce di resina trasparente dalle pigne.

Pioppo. Fetonte, figlio di Elio dio del Sole, guidando il carro del Sole, si avvicinò troppo alla terra con il rischio di incendiarla e per questo fu colpito dal fulmine di Zeus, precipitando nel fiume Eridano, sulle cui sponde le Eliadi, rattristate dalla morte del fratello, furono trasformate in pioppi.

ARBUSTI SOPRANNATURALI

Corniolo. Presso i Greci era sacro ad Apollo: i soldati impegnati nella guerra di Troia ebbero l’infausta idea, per procurarsi il legno necessario alla costruzione del famoso Cavallo dell’inganno, di tagliare proprio il boschetto di cornioli dedicato al dio sul monte Ida, che dominava Troia; per placare l’ira di Apollo, da quel momento in poi i Greci dovettero istituire nel mese di agosto le feste annuali in suo onore, chiamate Karneia e della durata di nove giorni. Secondo i Romani, Romolo, fondando la città di Roma, aveva scagliato dall’Aventino un giavellotto di legno di corniolo, che si conficcò così profondamente sul Palatino da mettere addirittura radici: l’albero, divenuto enorme, era oggetto di venerazione tanto che, quando deperiva, tutta la città entrava in allarme e si precipitava a innaffiarlo; fu l’imperatore Caligola, sprezzante di ogni leggenda, a estirparlo per effettuare nelle vicinanze dei lavori edilizi.

Edera. Il dio Dioniso, per impedire che un suo giovane amico, Cisso, potesse perdere la vita nelle acrobazie spericolate che eseguiva nelle feste in suo onore, lo trasformò in una pianta simbolo di attaccamento e fedeltà, il Cissus e, per estensione, l’edera. A questa pianta, nell’antichità, venivano attribuite virtù terapeutiche contro l’ebbrezza da vino e Dioniso era spesso raffigurato con una corona d’edera sul capo.

Fillirea (Phillyrea latifolia). Da Filira, ninfa del mare figlia di Oceano, di bellezza tale che Cronos, il più giovane figlio del cielo e della terra e padre di Zeus, se ne innamorò. Per eludere la moglie Rea, il dio trasformò se stesso e Filira in una coppia di cavalli, dal cui amore nacque il centauro Chirone: Filira, alla vista dell’aspetto mostruoso del figlio, implorò gli dei di trasformarla in albero, e le sue preghiere furono accolte.

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