Marzo semine e raccolti Credits fotografia

Marzo fra semine e raccolti

Marzo è sintomo di primi raccolti come di semine, occhio però al meteo “ballerino”, che potrebbe farvi rimandare i lavori. Intanto dovrebbero essere pronte le fave, a patto che le abbiate seminate al momento giusto:

Seminare, tempo permettendo

• Dopo aver preparato il terreno nel mese scorso, in marzo potete seminare i primi ortaggi, più rustici, come il cavolo cappuccio, i ravanelli, la lattuga, la valeriana e gli spinaci, nonché i piselli e le fave, gli agli e le cipolle.

• Nelle zone miti si può partire già a inizio mese, mentre in Val Padana è meglio aspettare la seconda metà. Tenete d’occhio il meteo: le temperature notturne non devono scendere sotto gli 8 °C, né devono essere previste pioggia o neve.

• A portata di mano, fino a metà aprile nel Nord Italia, un telo di non-tessuto o un tunnel lino a soffietto, facilmente montabile: vi serviranno quando il meteo annuncia cali termici. Contro piogge ostinate o neve è efficace solo il tunnel, da sgombrare frequentemente dai fiocchi perché non si afflosci.

• Se nevica, però, difficilmente salverete qualcosa: sarà più probabile dover riseminare. Se abitate in una zona a rischio, è il caso di aspettare l’inizio di aprile.

La fava, ortaggio del mese

Legume tipico del Centro-Sud Italia, dov’è è stata seminata a metà gennaio ed è pronta in marzo, resiste anche in Val Padana seminandola a metà marzo.

• Vuole un terreno di medio impasto e fertile, ma tollera quelli compatti e argillosi, o calcarei e sabbiosi, purché sempre ben drenati. In autunno interrate un concime a base di potassio (ottima la cenere di sola legna) e una piccola quantità di letame.

• Seminate su file, a distanza di 15 cm tra i semi e di 80 cm tra le file. Posizionate una rete di plastica fissata a paletti per il sostegno delle piante.

• Rincalzate le giovani piante, mantenete il terreno libero da erbacce o pacciamate e, soprattutto all’inizio, irrigate in abbondanza se non piove.

• Fra i nemici, oltre agli afidi, si segnalano ruggini e ticchiolatura, da combattere con poltiglia bordolese.

La raccolta inizia quando i baccelli si gonfiano per la presenza del seme. Se vi sfugge l’attimo e le fave diventano troppo grosse, essiccatele per l’inverno.

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