Margherita Credits fotografia

Margherita: mille petali e mille sorprese

Talmente comuni che non vi soffermiamo lo sguardo, come non catturassero il nostro interesse. Eppure questi piccoli fiori, che adornano i prati quasi tutto l’anno, nascondono mille curiosità capaci di meravigliarci… Aguzziamo i sensi e scopriamole insieme.

Fiorellino dalle origini antichissime, Bellis perennis (oppure Pratolina o margheritina comune) lascia tracce della sua esistenza fin da tempi davvero remoti. In Medio Oriente ed Egitto reperti datati al 2000 a.C. riportano motivi decorativi naturalistici che ne fanno il soggetto centrale. Anche negli scavi che portarono alla luce il palazzo di Minosse, sull’isola di Creta, fa capolino la margherita ornando preziose forcine d’oro. Ricompare poi in età romana, notoriamente utilizzata dai chirurghi per la cura delle ferite da combattimento tanto che gli schiavi che accompagnavano le legioni venivano inviati a raccoglierne grandi quantità per spremerne il succo dai fiori freschi e triturarne le foglie.

In età medioevale, la margherita è un ingrediente celebre nella medicina popolare, una sorta di panacea per le malattie legate all’apparato respiratorio e per i disturbi legati allo stress: lo stesso Enrico VIII, regnante inglese di fine Quattrocento, la utilizzava per insaporire ogni piatto nella convinzione che alleviasse i dolori di stomaco legati all’ulcera.

Addirittura si pensava potesse riportare alla ragione i pazzi, se mesciuta nel vino e così assunta in piccole dosi per più settimane. Ben diversi e spogliati da curiosi misticismi sono gli usi che se ne fanno oggigiorno in ambito erboristico: in infuso aiuta la diuresi e lenisce le infiammazioni della cute (anche nella cosmesi è impiegata come ingrediente per prodotti detergenti e decongestionanti); assunta sotto forma di tintura madre stimola il microcircolo.

Bellis perennis appartiene in senso botanico alla famiglia delle Asteraceae, la più ampia e numerosa di tutto il mondo vegetale (oltre 23000 specie per 1535 generi). Il genere specifico della Pratolina comprende solo, comunque, una ventina di specie, differenziate tra loro nella dimensione delle varie parti, nella forma e dentellatura dell’apparato fogliare, nella densità maggiore o minore della peluria che ricopre il simil-fusto e il ricettacolo (asse del fiore) e nel numero di fiori ligulati. Sono piantine dalle dimensioni contenute, generalmente intorno ai 5 cm di altezza e difficilmente superano i 15 cm. Non possiedono un vero e proprio fusto: dalla rosetta basale (foglie disposte circolarmente a livello del terreno) nasce direttamente il peduncolo florale che sostiene un unico capolino composto da diverse squame (foglie modificate) che sostengono e proteggono i fiori. Essi sono ermafroditi e disposti in due file dai numerosi petali: all’interno troviamo un’infiorescenza maschile tubulosa e all’esterno la corolla femminile ligulata, ovvero con petali nastriformi, per un diametro totale che si aggira intorno ai 2-3 cm di diametro. I capolini della margherita si chiudono caratteristicamente nelle giornate nuvolose o piovose, mentre in presenza di sole si aprono e ne seguono il corso. Sono piante di grande rusticità: il fiore può resistere a temperature di molti gradi inferiori allo zero.

Leggi anche

Giardinaggio

Dalla carta al web Giardinaggio è la prima piattaforma multimediale dedicata al mondo del giardinaggio e dell’orto in Italia; indispensabile per chi ama il verde fai-da-te, con approfondimenti, itinerari tematici, progettazioni di giardini e sopratutto tanti consigli pratici dai più grandi protagonisti del settore.

Vedi tutti gli articoli di questo autore

Correlati