La siepe in giardino – Prima Parte

La siepe in giardino – Prima Parte

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Giardini e ambiente

Di Eraldo Antonini

La siepe è una componente che ricorre frequentemente nei giardini moderni. Una delle prime cose che si tendono a fare quando si realizza un giardino è quello di chiuderlo da sguardi esterni. Non sempre le cose sono andate in questa maniera: basti pensare ai giardini paesaggistici o “all’inglese”, realizzati in Europa tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, nei quali il giardino doveva avere un collegamento visivo con la campagna circostante e quindi i limiti esterni erano definiti da fossati (il cosiddetto ha-ha).

Nel giardino contemporaneo si può far tesoro degli insegnamenti del passato; ad esempio nel caso vi fossero degli elementi architettonici o paesaggistici interessanti nella zona in cui sorge il giardino la siepe si potrebbe interrompere o abbassare in corrispondenza di questi elementi, in modo tale da creare un cannocchiale ottico che consenta di poterli vedere dall’interno del giardino stesso.

Nei giardini contemporanei le siepi possono assumere differenti forme e dimensioni ed essere costituite da un ampio “assortimento” di piante a seconda dei risultati funzionali ed estetici che si intendono conseguire.

Tipologie in base all’altezza

Basse. Consentono ad una persona in piedi di vedere comodamente oltre la siepe. In questo caso la siepe ha la funzione di definire uno spazio, come ad esempio un vialetto d’ingresso, un parcheggio, un’area giochi, separare una zona produttiva da quella ornamentale. Si possono impiegare arbusti e sufruttici di taglia bassa come spirea, santolina, lavanda, rose, abelia nana.

Medie. Sono siepi comprese tra 1,80 e 5/6 metri. Hanno funzioni schermanti e possono avere anche una funzione frangivento. Per questa tipologia di siepi si possono utilizzare lillà, weigelia, forsizia, viburno tino, pallon di maggio (Viburnum opulus) filadelfo, maggiociondolo, sanguinello (Cornus sanguinea), corniolo (Cornus mas) e alberi di piccole dimensioni.

Alte. Si tratta di siepi che raggiungono e superano altezze di 15-20 metri. Sono formate da soli alberi o da una successione di alberi e arbusti.

Tipologie in base alla forma

Siepi in forma “verticale”. Sono siepi costituite da piante rampicanti. Hanno il vantaggio di occupare poco spazio in larghezza e possono raggiungere altezze significative anche fino a 4-5 metri. Tra le piante impiegabili si ricordano edera, caprifoglio, rose rampicanti, passiflora, Vitis coignetiae, Hydrangea anomala subsp. petiolaris (l’ortensia rampicante), luppolo (Humulus luppulus), Parthenocissus quinquefolia e P. tricuspidata, Lonicera periclyneum.

Siepi in forma libera. Le piante che compongono la siepe vengono lasciate crescere liberamente. Occupano, pertanto un certo volume in quanto le piante che la compongono devono estrinsecare le loro caratteristiche morfometriche (forma e dimensione).

Siepi in forma obbligata. Si tratta di siepi che vengono potate periodicamente sui tre lati, da due a tre volte all’anno. Si rifanno alle siepi topiate della tradizione rinascimentale e barocca. Specie che sopportano i tagli formali sono, tra le sempreverdi, i tradizionali bosso e tasso oltra a viburno tino, eleagno, osmanto, agrifoglio, piracanta (o agazzino), lauroceraso, alloro, ligustri; tra le caducifoglie si ricordano acero campestre, carpino, biancospino, ibisco, forsizia.

Tipologie in base al sito

Giardini urbani. I giardini urbani sono prevalentemente di piccole dimensioni per cui, generalmente la siepe è costituita prevalentemente, se non esclusivamente da arbusti o da rampicanti.

Giardini extraurbani. Sono giardini, solitamente di media o grande dimensione. Le siepi possono avere anche un ingombro rilevante e possono essere anche alberate cioè costituite da alberi e arbusti. Le specie da utilizzare dovrebbero rientrare nella flora spontanea del luogo al fine di meglio armonizzare la siepe con le piante del paesaggio circostante.