La rimonda

La potatura di rimonda costituisce una delle tipologie di potatura più semplici, la meno di difficile da eseguire ma non per questo la meno importante. E’ l’unica potatura che può essere eseguita in ogni periodo dell’anno e se fatta correttamente è l’unica che non fa alcuna ferita aggiuntiva alla pianta. Anzi!

 

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In pratica consiste nell’eliminazione di tutte le parti secche (quindi non vitali) presenti sull’albero sia ancora “attaccate” alla pianta che rotte e semplicemente appoggiate o incastrate su altri rami. Ma anche nell’ eliminazione di edera, rampicanti vari, o qualunque elemento non tipico della pianta e che possa costituire fonte di problemi nell’immediato o nel futuro prossimo della pianta (ferri, cavi, corde, etc)

Il secco presente sulla pianta può avere 2 origini:

1)     fisiologico: cioè la pianta secca i rami (normalmente piccoli e in ombra) perché non ricevono sufficiente luce per effettuare la fotosintesi clorofilliana. Dal punto di vista energetico diventano perciò inutili se non addirittura dannosi in quanto “sottraggono” il glucosio prodotto con la fotosintesi agli altri rami in fase di crescita e elevata attività;

2)      patologico: cioè prodotto in seguito a danni causati dall’azione di parassiti fungini (agenti di cancri , carie o comunque in grado di uccidere i tessuti vivi dell’albero), animali (insetti xilofagi cioè che si nutrono dei tessuti legnosi, sottocorticali, defoglia tori, roditori, uccelli ..) vegetali (vischio, rampicanti troppo invasivi) ma anche da stress ambientali (parziali rotture dovute all’azione del vento, dei fulmini, della neve etc)

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Entrambi questi 2 tipi di secco devono essere eliminati quanto prima, poiché la loro persistenza sulla pianta può incrementare gli stress fisiologici e creare situazioni di ulteriori possibili infezioni o danni all’albero, mantenendo “in situ” possibili aggressori.

Con una importante avvertenza: mentre della presenza del secco “fisiologico” è facilmente intuibile la motivazione, del secco patologico sarebbe importante, prima di eliminarlo, individuarne le cause, così da capire i reali problemi della pianta.

Infine, il secco nei giardini e in città deve essere tolto, anche per salvaguardare l’ incolumità dei frequentatori del giardino  e della città.

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Naturalmente l’eliminazione del secco deve essere eseguita salvaguardando la zona del collare di inserzione del ramo così da non produrre ferite sul fusto e dare la possibilità alla pianta di costruire solido tessuto di sostegno, senza inglobare monconi che nel tempo creano punti di rotture. Se il taglio è fatto in maniera errata, oltre a creare una ferita inutile alla pianta, può portare a gravi infezioni, proprio per la sicura presenza  di parassiti sui rami secchi.

SuPerAlberi

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