pacciamatura Credits fotografia

La pacciamatura per lavorare meno

Uno dei principali lavori dell’orto tra la primavera e l’autunno è quello di togliere le erbe spontanee e tener pulite le aiuole coltivate. Escludendo l’uso di diserbanti tocca per forza di cose strappare manualmente queste piante, attività tanto noiosa quanto faticosa per la schiena.

Un buon metodo per prevenire il problema delle infestanti ed evitare molto lavoro è quello di usare una pacciamatura.

Le erbe spontanee e il lavoro di diserbo 

L’orto di primavera è rigoglioso e con l’aumento delle temperature le piante seminate e trapiantate crescono bene. Tuttavia a vegetare non sono solo le colture che abbiamo piantato: in mezzo agli appezzamenti coltivati si diffondono insistentemente le erbe spontanee.

Qualsiasi sia il clima e il tipo di terreno del vostro orto ci saranno piante infestanti pronte a tentare di colonizzarlo. In un orto naturale la biodiversità è da considerarsi ricchezza, per cui avere qualche piantina diversa in mezzo agli ortaggi non è per forza di cose negativo. Tuttavia non bisogna lasciare che vegetali indesiderati possano proliferare: un eccesso di infestanti soffoca le piante orticole, togliendo loro luce e sostanze nutritive, ne pagano le conseguenze qualità e pezzatura delle verdure prodotte.

Per questo bisogna lavorare di zappa e sarchiare spesso le aiuole, togliendo a mano le erbe vicino alle piantine e cercando di rimuoverle con la radice. Questo tipo di lavoro è uno dei più impegnativi in termini di tempo per chi coltiva un orto.

La soluzione della pacciamatura

Un metodo per ridurre il faticoso lavoro di diserbo manuale è la pacciamatura: ovvero coprire il terreno dell’orto attorno alle piante coltivate. Pacciamando si crea una barriera fisica che impedisce ai semi presenti nel terreno di trovare la luce necessaria a svilupparsi. Si previene quindi la formazione della gran parte delle erbe infestanti, risparmiando molto tempo al coltivatore.

Tipi di pacciamatura

Si può pacciamare con diversi materiali: sostanze organiche di recupero (erba sfalciata, paglia, cippato o foglie secche), teli plastici oppure teli biodegradabili, in materiali naturali.

Quando si usa un telo di pacciamatura gli ortaggi vengono piantati praticando fori sulla superficie stesa. Dal punto di vista della comodità il telo è certamente più rapido da stendere e garantisce una copertura del suolo uniforme, anche se ovviamente comporta un costo, metre una pacciamatura di paglia è praticamente gratuita e comunque funzionale allo scopo.

Su piccole superfici è da preferire quindi la paglia.

L’impiego della plastica sarebbe da evitare per ragioni ecologiche, in particolare sono da scartare teli in materiali sintetici sottili, visto che lacerandosi lasciano residui nel terreno e quindi inquinano molto.

Tra i teli biodegradabili si può scegliere i teli neri in amido di mais, molto usati in agricoltura industriale, e la pacciamatura con telo di juta, materiale più costoso ma che consente una miglior traspirazione.

Il fatto che il materiale usato sia compostabile è ottimale, visto che permette di non doverlo rimuovere dopo l’uso, basterà fresarlo nel terreno trasformando la pacciamatura in sostanza organica che arricchisce il suolo.

 

Orto da Coltivare

Orto da Coltivare è il blog di Matteo Cereda dedicato alla coltivazione biologica. Sul sito potete trovare le schede di coltivazione dei principali ortaggi, il calendario delle semine e tanti consigli sull’orticoltura naturale. Lo scopo è quello di dare a chiunque gli elementi base per potersi auto produrre verdure sane, sostituendo pesticidi ed erbicidi con […]

Vedi tutti gli articoli di questo autore

Correlati