La corretta innaffiatura del prato in piena estate

La corretta innaffiatura del prato in piena estate

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Andreas STIHL S.p.A.

Senza acqua niente prato verde

L’innaffiatura del prato è una delle cure principali, specialmente quando le precipitazioni naturali sono insufficienti. Secondo l’esposizione al sole, la temperatura, il vento ecc. in una settimana il prato necessita approssimativamente di una quantità di acqua da 20 a 25 litri per mq.

Tuttavia, quando si innaffia solitamente si commette l’errore di bagnare troppo frequentemente, ma troppo poco alla volta. Durante la siccità estiva il prato viene spesso leggermente innaffiato tutte le sere facendo sì che l’acqua penetri solo nello strato di feltro erboso spesso presente o, nel migliore dei casi, nei primi due millimetri di terreno. Il prato reagisce, anche se i profani non se ne accorgono, concentrando le radici molto vicino alla superficie del terreno e così proliferano anche tipi di erba che nel prato domestico sono da evitare, come ad es. la poa annua e i vari tipi di agrostis. Questi ultimi sono certamente importanti per il green dei campi da golf, dove vengono innaffiati ogni giorno e tagliati all’altezza di pochi millimetri, ma nel prato del giardino privato causano un forte infeltrimento dell’erba e creano un manto erboso poco resistente. A sua volta il feltro erboso che ne deriva assorbe come una spugna l’acqua già scarsa e la fa evaporare inutilizzata, impedendo che il terreno sottostante diventi sufficientemente umido, rinforzando invece l’effetto negativo: il prato diventa per così dire “avido” di acqua. Se per qualche giorno non si innaffia ingiallisce rapidamente e diventa molto più soggetto alle malattie fungine.

Come si può evitare tutto ciò? Innaffiate solo una volta la settimana, ma con una quantità di acqua di 20 litri per metro quadrato. Se il terreno è fangoso e non riesce ad assorbire questa quantità tutta in una volta allora innaffiate due volte a breve distanza di tempo (o ad es. innaffiate una seconda volta il giorno dopo), poi però non innaffiate più per una settimana!

Per controllare se avete utilizzato la “giusta” quantità di acqua potete utilizzare un apposito contatore o posizionare sul prato numerosi vasetti cilindrici (ad es. vasetti per la marmellata) – dopo l’innaffiatura nei vasetti il livello dell’acqua dovrebbe essere di ca. 2 cm! Dopo un paio di volte saprete quanto dovete innaffiare ogni volta. Vi stupirete di quanto intensamente dovrete innaffiare per raggiungere questa quantità. Con un coltello robusto fate in più punti del terreno tagli profondi ca. 10 cm e cercate di estrarre da ciascuno un campione di terreno – sotto il campione deve essere umido (non bagnato), sopra per 1 o 2 centimetri può e deve essere asciutto al tatto! Non deve assolutamente succedere il contrario, cioè che i campioni siano umidi sopra e asciutti sotto.

Ma anche un eccesso di acqua risulta dannoso per il prato, sebbene nel giardino privato accada raramente. Troppa acqua elimina l’aria dai pori del terreno facendo marcire le radici. Annusate sempre i campioni di terreno: se “puzzano” o sono di colore grigio-blu si è sicuramente in presenza di carenza di aria e ristagno di acqua.

Un prato innaffiato “correttamente” è molto più resistente, molto meno soggetto a malattie e mostra un radicamento profondo. Nel caso abbiate un prato già innaffiato da tempo in modo “sbagliato” e perciò “viziato” non dovete cambiare subito radicalmente il modo di innaffiare, bensì modificarlo lentamente e gradualmente (nell’arco di circa due mesi).

L’esperto di giardinaggio VIKING

Prof. Karl E. Schönthaler