Il riccio: l’”antiparassitario naturale” per  eccellenza

Il riccio: l’”antiparassitario naturale” per eccellenza

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Andreas STIHL S.p.A.

In un mondo sempre più minacciato dallo spettro del cambiamento climatico diventa indispensabile ragionare in termini di ecosostenibilità. Un primo passo in questo senso può essere compiuto anche nell’ambito del giardinaggio attraverso l’attuazione di poche e semplici buone pratiche per il rispetto e l’equilibrio dell’ambiente. Per esempio optando per soluzioni alternative ai pesticidi che siano biocompatibili e perfettamente in armonia con la natura, come l’impiego della fauna selvatica locale in qualità di antiparassitario naturale.
Particolarmente prezioso è l’aiuto di un alleato nostrano tanto insospettabile quanto innocuo: il riccio.

Una dieta variegata

Ampiamente diffuso nel nostro paese, il riccio europeo, da non confondersi col porcospino o più comunemente istrice, rappresenta infatti un’incredibile risorsa per la difesa delle nostre piante, grazie alla sua ricca dieta variegata. Oltre a tenere sotto controllo le popolazioni degli insetti e molluschi nocivi alla vegetazione, come elateridi, larve di maggiolino, chiocciole e lumache, il ghiotto onnivoro fa piazza pulita anche di rane, rospi, lucertole, giovani topi, serpenti e vipere, il cui morso non gli risulta fatale grazie alla sua corazza di aculei. In caso disponessimo anche di un orto nel nostro giardino, bisogna fare attenzione a delimitarne eventualmente i confini, visto che il minuto spazzino è un vorace consumatore di frutta e verdura, e persino funghi. Non vanno lasciati alla sua portata anche eventuali nidi di uccello, delle cui uova va letteralmente ghiotto.

Consigli per la convivenza

Ma come fare ad aumentare le probabilità di ricevere questa piacevole visita? Innanzitutto fornendo almeno un punto di accesso adatto al nostro ospite, evitando di recintare con rete metallica fino a livello del terreno tutto il perimetro.
Quindi, se siete abbastanza fortunati da ricevere una visita del nostro piccolo amico nel vostro spazio verde, potete provare ad agevolarne la permanenza con qualche piccolo stratagemma. Provate a collocare alcune ciotole basse contenenti acqua e cibo, perlopiù croccantini per cani o gatti inumiditi a base di carne o pollo e ad alto contenuto di proteine, o in alternativa alcune fette di frutta, posizionandole in prossimità di luoghi riparati come siepi e arbusti.
Assolutamente vietato lasciare in giro latte o alimenti derivati dal lattosio, oltre che nocciole, mandorle e frutta esotica, che si trasformano in veleni letali per gli esemplari, poiché sono sia sprovvisti degli enzimi necessari alla digestione di questi alimenti, che ghiottamente inconsapevoli del pericolo. Inoltre si sconsigliano salumi, insaccati vari e farinacei, dagli effetti comunque tossici, anche se non letali. La convivenza con questo riservato visitatore è decisamente tranquilla. Infatti i ricci, oltre ad essere animali prevalentemente notturni e soggetti al letargo invernale, solitamente trascorrono la maggior parte del loro tempo appartati e necessitano dei loro spazi, senza dover entrare in contatto diretto con l’uomo, che perlopiù rappresenta solo una fonte di stress.

Rischi e pericoli

Una volta presa la decisione sulla scelta tra l’utilizzo di pesticidi chimici o l’impiego di ricci come antiparassitari naturali è importante seguirla fino in fondo e senza mezzi termini, perché i primi possono rivelarsi mortali per i secondi, anche in modo indiretto e a distanza di tempo. Altre fonti di pericolo per questi piccoli vertebrati possono essere anche la presenza di animali domestici come i cani, anche se mansueti, e di sterpaglie fitte, dove si rifugiano di consueto, specialmente in caso di attività di decespugliamento tramite fuoco o attrezzi a
lama. Infine, anche la prossimità di laghetti o conche d’acqua può segnare la sorte del piccolo quadrupede: infatti nonostante la sua discreta abilità da nuotatore, l’impossibilità di risalita spesso e volentieri lo condanna ad una lenta agonia, che lo porta allo stremo delle forze e ad un inevitabile annegamento. Per far fronte a questa minaccia, si può intervenire posizionando dei sassi assieme ad una semplice rampa in legno tra l’acqua e la riva, possibilmente non troppo ripida e liscia, che permetta di fare presa con le zampe, magari lasciando dei piccoli tagli equidistanti incavati.
Con questi facili e veloci accorgimenti si può quindi garantire un ambiente di sicurezza e prosperità al nostro amichevole riccio di quartiere, che, con un po’ di fortuna, rimarrà soddisfatto dal nostro spazio verde e deciderà di nidificare, mantenendo il nostro orto e il nostro giardino sani e protetti, magari dando anche vita ad una cucciolata, che garantirà una duratura convivenza d’aiuto reciproco per il futuro.

FONTE PARZIALE per spunti: passioneinverde.edagricole.it