Il punto su macchine elettriche per il verde pubblico – Seconda parte

Il punto su macchine elettriche per il verde pubblico – Seconda parte

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Acer - Il Verde Editoriale

Meno costi più benefici

Dal punto di vista economico, i costi diretti per la ricarica equivalgono a pochi centesimi al giorno contro 8-10 Euro di miscela e olio necessari per il funzionamento dei motori endotermici. Le batterie, in molti casi, possono essere raccolte dalla casa produttrice e riciclate in quasi tutti i loro elementi. Da prove sperimentali condotte è possibile affermare che il filo di collegamento tra macchina e batteria, nel caso che questa sia esterna, non provoca alcun genere di intralcio anche quando si effettuano potature in altezza all’interno della chioma delle piante. I benefici che l’operatore del verde ricava dall’utilizzo di macchine elettriche sono molteplici: il primo è sicuramente la riduzione del rumore durante il lavoro, infatti le diverse case costruttrici dichiarano valori di dBA (unità di misura dell’intensità del rumore rapportato ai suoni che percepisce l’orecchio umano, A) inferiori del 10-15% rispetto agli stessi strumenti dotati di motore endotermico. Di questo pregio beneficiano anche gli abitanti delle aree dove l’operatore si trova a lavorare, permettendogli di non recare disturbo perfino nelle fasce orarie del silenzio pomeridiano.

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 Zero emissioni nocive

 Il terzo parametro che fa aumentare considerevolmente la qualità  del lavoro dell’operatore, di vita e dell’ambiente, è l’assenza di  emissioni nocive dovute alla mancata combustione di  combustibili fossili. Anche le direttive europee (per esempio la  Direttiva 2002/88/CE) fanno notare l’importanza e l’attualità della  riduzione delle emissioni nocive nelle macchine per la gestione del  verde. Durante il lavoro, il manutentore si trova in una condizione  di affaticamento fisico con conseguente  iperventilazione polmonare, durante la quale si troverebbe a  respirare, anche con macchine dotate di marmitte catalitiche,  anidride carbonica, monossido di carbonio,  idrocarburi incombusti, ossidi di azoto e particolato. Tali sostanze,  profondamente nocive per l’organismo, in maggiore misura gli  idrocarburi incombusti in quanto potenziali agenti  cancerogeni, vengono eliminate dall’ambiente di lavoro con l’uso di  macchine elettriche. L’utilizzo delle benzine alchilate  elimina certamente gli idrocarburi aromatici, ma non il cattivo odore che viene generato dalla combustione.

Verso il futuro

e autonomia dai carburanti fossili, sono stati messi in commercio dei piccoli pannelli solari, in grado di convertire l’energia del sole in corrente elettrica pronta per essere stoccata direttamente nelle batterie di questi utensili. Grazie a tutte queste caratteristiche tutto il lavoro viene svolto in maniera sostenibile e rispettosa dell’ambiente, azzerando le emissioni nocive e garantendo una migliore qualità della vita degli operatori del verde e degli ambiti nei quali si lavora e si vive.

Francesco Mazzocchi

dottore in Scienze forestali