I fiori che curano: la margherita

I fiori che curano: la margherita

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La Rivista della Natura

La margherita (Bellis perennis), chiamata anche pratolina o margherita di campo, è una pianta che fa parte della famiglia delle Asteraceae. Fu molto amata nell’antichità; i suoi boccioli chiusi indicavano la vita, aperti la purezza; ma non solo, le sono state attribuite facoltà profetiche in amore ed è pertanto diventata simbolo del “M’ama, non m’ama”, in cui la si sfoglia petalo per petalo alla ricerca di un buon auspicio d’amore.

Questo meraviglioso fiore dall’aspetto allegro e dai fiori coloratissimi possiede moltissime proprietà benefiche; viene usata in omeopatia per il trattamento delle ecchimosi, traumi di varia natura, distorsioni e lussazioni.
I suoi fiori sono commestibili; amante della cucina, arricchisce insalate e risotti. Ha origini europee, è diffusissima in Italia, la troviamo spesso in zone selvatiche, ma non manca di farsi vedere anche in meravigliosi parchi e giardini.

La pratolina viene impiegata per trattare il catarro, il mal di gola, i reumatismi, l’artrite, i disturbi epatici e renali, grazie al suo alto contenuto di mucillagini.
Un fiore campagnolo che ingentilisce i nostri prati; ottima per decotti e infusi, calmante, rinfrescante è molto gustosa. Il concentrato di succo della pratolina è utile contro il mal di testa e la renella. Diuretica e anti-infiammatoria, utile contro l’insonnia, l’ipertensione e i dolori muscolari.
Vi presento la margherita, il fiore degli amori sussurrati e gentili, cortesi e giovanili, soprattutto timidi; fiore famoso, amato anche da piccoli insetti che si nutrono del suo dolce polline.