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Gli alberi danno sempre buoni frutti

Eppure l’albero di cui Eva mangiò la mela, non diede proprio buoni frutti, dato che proprio a causa di quel frutto siamo stati cacciati dal Paradiso terrestre …

Ma fin dalla creazione l’albero ha svolto una funzione predominante nella vita degli uomini, da sempre legata al bosco e alle piante. E’ solo con l’avvento della cultura moderna che l’albero è diventato un oggetto, da mostrare, da utilizzare, da tutelare, da conservare da avvicinare di tanto in tanto, (si veda come viene utilizzato spesso da molti cosiddetti architetti paesaggisti): ma pur sempre un oggetto. Normalmente inanimato e profondamente estraneo alla vita quotidiana del nostro tempo. Se ci pensate gli alberi e i boschi stanno scomparendo perfino dalle favole dei bambini. Ma fin nel tardo medioevo il bosco era realtà viva: faceva paura certo, perché popolato di bestie feroci, briganti, spiriti, gnomi, fate, streghe, ma allo stesso tempo era realtà benigna e fraterna. Gli antichi infatti conoscevano e usavano il bosco, tanto che veniva misurato, tutelato, sfruttato, talora profondamente modificato e a volte anche distrutto ma sempre con il dovuto rispetto. Chi vede nel Medioevo un regresso scientifico e tecnologico non sa che proprio in quei secoli nasce la selvicoltura moderna: si pensi ad esempio alla diffusione del Castagno in tutta Europa mediante la tecnica dell’innesto. Il bosco era la vita: nel bosco si allevava il bestiame, si cacciava, si raccoglievano i frutti spontanei, il legname da brucio e quello da costruzione. Nel bosco si trovava riparo e rifugio, dagli alberi si estraevano aromi e sostanze medicinali, con il legno si fabbricavano attrezzi da lavoro, strumenti musicali, armi, corde …

Non fa meraviglia dunque come in tutti i testi normativi e giudiziari, nelle cronache di guerra o nei documenti privati, nei trattati romani come nei romanzi cavallereschi, nei diplomi regi o nelle vite dei santi, troviamo a ogni piè sospinto riferimenti a boschi ed alberi. Dalla preistoria sino al tempo dei romani, nel Medioevo come nel Rinascimento, pur con alterne vicissitudini e diverse estensioni, tutta l’Europa era coperta da boschi enormi. Il Nord Est dell’Italia era coperto dalla Silva Magna, un’enorme compagine boschiva oltre che dalla Silva Lupanica (bosco dei lupi di cui è rimasto il ricordo in molti toponimi, si pensi per esempio a Lovaria) che si estendeva dal Livenza sino all’Isonzo Questa foresta è scomparsa in tempi relativamente recenti. Le cause del disboscamento sono da ricercare nel passaggio dalla gestione a fustaia a quella a ceduo, nell’enorme fabbisogno di legno da costruzione per navi e palazzi (si pensi alla Serenissima e alla sua flotta) ma soprattutto nei grossi lavori di bonifica agricola che hanno drasticamente abbassato la falda acquifera determinando un un veloce deperimento dei boschi planiziali. Nel Friuli, oggi, solo pochi relitti, non più di 500 ha, testimoniano l’antico splendore della Magna Silva. Riconoscere il ruolo essenziale che gli alberi hanno avuto da sempre nelle vicende del nostro pianeta, nella vita degli uomini e nello sviluppo della nostra cultura, oltre che del nostro inconscio, è forse il modo migliore per difenderli e salvarli. Infatti le superstizioni e le leggende fiorite attorno agli alberi sono frammenti di saggezza antichissima che ancor oggi ci stupiscono quando la moderna biochimica ci spiega perché l’ombra del noce o del tasso è in grado di causare malori (presenza di tossine e sostanze allelopatiche), la corteccia del salice è capace di proteggere dai reumatismi, mentre la linfa della betulla elimina l’acido urico e quella del salice ha effetti antiinfiammatori. E si potrebbe continuare ancora a lungo di questo passo…

Gli antichi associavano a queste doti, di volta in volta benefiche o venefiche, un carattere sacro. In quasi tutte le cosmogonie troviamo un L’ALBERO DELLA VITA, che unisce il Nadir con lo Zair, il cielo e la terra, l’inferno e il paradiso… i suoi rami toccano il cielo, le sue radici il cuore della terra, dalla sua base nascono i fiumi, le sue foglie tenere e dolci proteggono gli animali della creazione, i suoi frutti nutrono gli esseri viventi, il susseguirsi delle stagioni lo rigenera immortale. Lo ritroviamo nelle storie, nelle leggende, nei dipinti, nelle sculture, nelle canzoni di tutte le culture e sembra quasi che tutti i popoli della terra abbiamo adorato lo stesso albero e dallo stesso albero primordiale siano nati tutti, portandosi dietro la conoscenza del bene del male …

SuPerAlberi

Il nostro mestiere è curare gli alberi, il nostro sogno è salvare il mondo SuPerAlberi è la prima azienda al mondo che lavora sugli alberi in maniera EcoSostenibile, EcoLogica e EcoSolidale. L’approccio è quindi totalmente innovativo: metodologie di avvicinamento al mondo arboreo ecocompatibili e rispettose dell’ambiente si coniugano con le più elevate professionalità e conoscenze […]

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