Coltivare il melone dal seme

Per coltivare i meloni nel proprio orto si può scegliere di acquistare delle giovani piantine o partire dai semi: i risultati saranno gli stessi, ma la soddisfazione sarà sicuramente maggiore sapendo di aver seguito la crescita sin dall’inizio!

La semina dei meloni va eseguita solo quando non c’è più rischio di basse temperature; in genere è consigliabile attendere i primi di maggio. Seminando direttamente nell’orto occorre tener conto dello sviluppo: per le varietà a frutto grosso tenere almeno un metro da una pianta all’altra e quasi il doppio fra i filari, perché i tralci crescono con una rapidità sconcertante. Seminando a dimora (il seme va posto con la parte appuntita verso il basso) si pongono 2-3 semi per buchetta, e più avanti si terranno solo le piante più vigorose: per l’anguria la distanza sulla fila è di 100-120 cm, e tra le file di 150-250 cm; per il melone 50-100 cm sulla fila, 150-200 tra le file. Si può anche seminare in vasetto verso metà febbraio: dove il clima è più favorevole il trapianto in piena terra e senza protezioni (tunnel di plastica) inizia a fine aprile, mettendo le piantine a dimora col loro pane di terra quando hanno 2-3 foglie vere (oltre i cotiledoni) e non di più, altrimenti potrebbero poi avere uno sviluppo ritardato o stentato.

Il melone ha bisogno di un terreno fertile e mai del tutto asciutto; è fondamentale che in precedenza non abbia ospitato meloni nell’anno precedente, né altre piante della stessa famiglia come angurie e cetrioli, tutte piante sensibili ad alcune malattie fungine e all’azione devastante di minuscoli parassiti chiamati nematodi, difficili da combattere. Il frequente e regolare rinnovo delle colture ne limita la diffusione e quindi la capacità di danneggiare la produzione delle piante.

• Controllate la vostra melonaia per asportare regolarmente le infestanti, meglio se effettuando  l’estirpazione manuale, consigliata nei piccoli orti: ciò per evitare danni alle radici dei meloni, che si mantengono piuttosto superficiali e che sono molto delicate nelle loro prime fasi di sviluppo.

• A questo scopo può essere utile prevedere, sotto i meloni, una pacciamatura in telo verde o nero del tipo traspirante e permeabile, in modo da lasciar filtrare nel terreno le irrigazioni: effettuatele con il sistema a goccia o con manichette forate disposte sotto la pacciamatura di telo, che riduce la nascita delle malerbe e preserva la pulizia e l’integrità dei frutti. Evitate di bagnare il fogliame, perché ciò lo rende più facile alle malattie fungine. Nel caso non si adotti la pacciamatura occorrerà periodicamente eliminare le infestanti, sia estirpandole manualmente sia sarchiando con una piccola zappa. Man mano che i frutti ingrosseranno occorrerà irrigare, ma senza eccedere: le irrigazioni termineranno quando i frutti avranno raggiunto la dimensione ottimale. In tema di concimazioni, se il suolo è dotato di buona fertilità oppure alla coltivazione precedente è stato apportato letame non è indispensabile aggiungere altro concime organico.

• Quando le piante si sono sviluppate e ogni tralcio ha emesso una decina di foglie, occorre praticare la cimatura: lo stelo principale e gli steli secondari devono essere spuntati lasciando solamente 2-4 foglie; in questo modo si favorisce e si anticipa l’emissione dei fiori femminili, quelli che producono in seguito i frutti. Spesso i frutti vengono appesi in retine, per tenerli rialzati dal terreno ed esporli bene al sole.

 

Come capire se sono maturi?
Prima di tutto annusateli: se il profumo è intenso e appetitoso, probabilmente la maturazione è già ottimale. Un altro metodo utile è quello di soppesarlo: fra due meloni a parità di grandezza potrebbe essere migliore quello che pesa di più perché contiene più succo zuccherino. Le due estremità devono essere appena cedevoli per dimostrare che il frutto è ben maturo. Picchiettando la buccia, a giusta maturazione il suono è sordo e non “vuoto”. Al momento della raccolta, se il peduncolo si stacca abbastanza facilmente il frutto potrebbe essere eccellente in quanto a grado di maturazione, profumo e sapore.

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