Albicocco: la potatura di produzione comincia al quarto anno – Seconda Parte

Albicocco: la potatura di produzione comincia al quarto anno – Seconda Parte

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Vita in Campagna

ALTRI UTILI INTERVENTI DI POTATURA

Bisogna porre attenzione all’alternanza di produzione

Comunemente il coltivatore hobbista, dopo una annata di produzione abbondante (nell’ordine di 80-100 kg di frutti per pianta), tende a potare molto, credendo in tal modo di abbassare la produzione dell’anno successivo. Questo è un errore, in quanto a un’annata di produzione abbondante segue un’annata di produzione scarsa, per cui la potatura de- ve essere quasi assente (al contrario sarà molto severa dopo un’annata di produzione scarsa).

L’alternanza di produzione è dovuta al fatto che dopo un’annata di grande carica l’albero si ritrova ad aver esaurito tutte le sue riserve e limita, a volte drasticamente, la formazione delle gemme a fiore per l’anno successivo. Al contrario, nelle annate di scarsa produzione, l’albero crea invece molte gemme a fiore: in questo caso bisogna intervenire drasticamente con la potatura, per equilibrare la produzione in maniera che l’albero produca e nel con- tempo formi una buona quantità di gemme a fiore per l’anno successivo.

Un altro modo per stabilizzare la produzione è quello di effettuare una potatura verde (nei mesi di agosto-settembre), eliminando buona parte dei rami che si trovano nelle parti alte della chioma e accorciando le branche alla lunghezza di circa 4 metri. Le ferite delle potature effettuate in questo periodo non emettono, o quasi, gomma durante l’inverno, cicatrizzano meglio e, nell’annata successiva, emettono nei punti di taglio germogli meno vigorosi; inoltre permettono alla luce e all’aria di penetrare nella chioma, favorendo la maturazione del legno anche nelle parti basse della piante, mantenendo così la produzione di frutti in zone più accessibile da terra.

Le grandinate condizionano l’intensità della potatura

Anche le eventuali grandinate che si possono verificare nella stagione estiva giocano un ruolo importante sull’intensità della potatura: parliamo non delle grandinate leggere dei mesi di maggio e giugno, che non hanno una grande influenza, ma delle eventuali severe grandinate che mettono a nudo non solo il legno dell’annata, ma anche quello di due anni, specialmente se si verificano nei mesi di agosto e settembre. In quest’ultima evenienza non bisogna effettuare potature drastiche.

Prima di iniziare la potatura secca bi- sogna verificare se i rami dell’annata, sottoposti a una leggera piegatura, ten- dono a rompersi nel punto di percossa della grandine (è questo un fenomeno che si verifica sovente). Non bisogna accorciare i rami dell’annata ed effettuare, invece, nel momento in cui i frutti sono grandi come una noce (in aprile-maggio), un diradamento severo localizzato in modo particolare all’estremità dei rametti (del diradamento ci occuperemo nell’articolo che dedicheremo alle cure di coltivazione), limitando così eventuali rotture dovute al peso dei frutti.

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L’eventuale potatura di rifinitura dopo i grandi geli

Una potatura secca di rifinitura può essere effettuata dopo i grandi geli invernali. Spesso capita che in febbraio, nelle prime giornate tiepide, le gemme inizino a ingrossarsi sotto la spinta di un leggero movimento della linfa. È questo un periodo particolarmente suscettibile di danni se si verifica- no abbassamenti di temperatura di qualche grado sotto lo zero. A una tempera- tura di – 2-3 °C per alcune ore si può verificare infatti la mortalità di molte gemme a fiore, specialmente di quelle disposte nelle parti basse e più esterne.

Non potendo prevedere questi eventi, in presenza di piante di accertata scarsa produttività è opportuno non esagerare negli interventi poiché una eventuale potatura di rifinitura può essere effettuata anche in seguito, al termine della fioritura.

Un errore da evitare

Spesso a livello amatoriale si vedono delle piante con speronature severe (cioè con rami taglia- ti di una buona metà) di quasi tutti i rami dell’annata.

È questo un altro grave errore, in quanto riduce quasi a zero la produzione di quelle varietà (per esempio Boccuccia Liscia, Reale d’Imola, Cafona) che tendono a produrre solo all’estremità dei rami misti di un anno. Si otterrebbe infatti un forte rigoglio vegetativo, con la nascita di germogli vigorosi che in alcuni casi potrebbero superare i 2 metri di lunghezza togliendo vigore alla parte restante della chioma, ombreggiando e quindi indebolendo le par- ti basse della chioma stessa e favorendo l’insorgenza di marciumi da monilia su frutti e rami.

Giovanni Rigo