Albicocco: la potatura di produzione comincia al quarto anno – Prima parte

Albicocco: la potatura di produzione comincia al quarto anno – Prima parte

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Vita in Campagna

Con la potatura di produzione del quarto anno la pianta inizia il ciclo produttivo vero e proprio. Nella forma di allevamento a vaso la potatura deve formare branche che arrivano a un’altezza da terra di circa 3 metri con una struttura simile a una lisca di pesce. I suggerimenti anche per affrontare nel modo migliore l’alternanza di produzione tipica dell’albicocco.

Se nei primi tre anni le piante di albicocco sono state allevate correttamente (vedi l’articolo sul n. 7-8/2011 a pag. 27), al quarto anno le branche si presentano diritte, senza biforcazioni o deviazioni (vedi la foto qui a fianco). È da questa buona base di partenza che dovrebbero iniziare le operazioni di potatura (secca e verde) che porteranno la pianta alla piena produzione.

LA POTATURA DI PRODUZIONE INIZIA DURANTE IL RIPOSO VEGETATIVO DELLE PIANTE

La potatura secca

Detta anche invernale o al bruno, è la potatura che si esegue durante il riposo vegetativo delle piante, preferibilmente nei mesi di febbraio-marzo. Partendo dall’estremità di ciascuna branca occorre scegliere un ramo che possa fare da prolungamento alla stessa. Il taglio si può effettuare sul legno dell’anno precedente, ma anche sul legno di 2 o 3 anni, selezionando però su quest’ultimo un ramo di un anno che ne possa costituire il naturale prolungamento. Vanno eliminati anche gli eventuali grossi rami laterali posti nella parte esterna della chioma, rami che potrebbero compromettere il regolare sviluppo della branca. Procedendo verso il punto di inserzione della branca sul tronco, vanno eliminati i rami vigorosi che crescono sul dorso della branca stessa e quelli di vigoria media rivestiti di poche gemme a fiore; questi ultimi infatti, se venissero lasciati, crescerebbero a dismisura, ombreggiando e compromettendo il regolare accrescimento della branca stessa. Anche i rami che crescono in ventre alla branca vanno eliminati, poiché essendo in ombra fornirebbero delle produzioni scadenti. Con la potatura secca si può eseguire anche la piegatura di eventuali rami vigorosi che possono coprire vuoti di vegetazione; spesso la prima cosa che fa un coltivatore hobbista è quella di togliere tutti i rami vigorosi pensando alla loro inutilità, invece alcuni di questi possono essere ben sfruttati.

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Al termine della potatura la branca deve presentarsi molto leggera nella parte terminale, in quanto un eccesso di peso nella parte più alta potrebbe trascinare la branca verso il basso, compromettendone per sempre la stabilità. I rami inseriti lateralmente devono avere spessore e lunghezza decrescenti dal basso verso l’alto per sopportare meglio il peso della produzione. In sostanza, a potatura finita, la branca deve avere un aspetto simile a una lisca di pesce e un’altezza da terra di circa 3 metri, in modo che risultino facilitate tutte le operazioni colturali, anche senza l’ausilio di scale.

La potatura verde

La potatura verde è quella che si esegue durante il periodo vegetativo delle piante, in aprile-maggio e in settembre. In aprile-maggio, quando la vegetazione ha una lunghezza di circa 20 cm, si deve effettuare la prima potatura verde strappando con le mani eventuali germogli vigorosi (succhioni), in particolare quelli localizzati in corrispondenza di grossi tagli; lo strappo dei succhioni con le mani non arreca nessun danno e le ferite che si creano cicatrizzano con rapidità. A questo primo intervento di potatura verde ne seguiranno degli altri durante la stagione, affinché le piante si mantengano rivestite nelle parti basse e i frutti siano ben esposti all’aria e alla luce. Vanno lasciati i germogli inseriti lateralmente e che potrebbero servire in seguito, debitamente torti, per coprire vuoti di vegetazione.

In settembre occorre asportare in modo particolare i succhioni che crescono sul dorso delle branche sfuggiti agli interventi precedenti. I tagli vanno localizzati prevalentemente nella parti alte delle branche, eliminando i rami che crescono sul dorso e intervenendo su eventuali biforcazioni pericolose per la stabilità della branca. Se le biforcazioni su una branca fossero numerose, occorre eliminare o ridurre uno dei due rami delle stesse, specie se situate nella parte terminale, evitando però in questo periodo tagli troppo drastici. Il lavoro andrà completato con la potatura invernale. Nelle parti basali vanno preferite le torsioni (vedi n. 7-8/2011 a pag. 27), specialmente se vi fossero dei vuoti di vegetazione. Sui rami torti si possono formare delle essudazioni gommose che però, non essendo di origine parassitaria, non arrecano alcun danno.

Giovanni Rigo