Albicocco: la forma di allevamento più diffusa è quella a vaso – Seconda Parte

Albicocco: la forma di allevamento più diffusa è quella a vaso – Seconda Parte

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Vita in Campagna
LA POTATURA DEL SECONDO ANNO

Nel marzo del secondo anno si è ancora in tempo per effettuare la piegatura delle branche (nel caso non sia stata fatta l’anno precedente), in quanto il legno è morbido e l’intervento può essere effettuato con molta facilità. Qualora però qualche branca si fosse ingrossata troppo per poterla piegare, è possibile effettuare l’«intaglio», cioè dei tagli con un seghetto bene affilato nella parte inferiore del ramo (vedi foto qui a sinistra); i tagli devono essere distanziati tra loro di circa 2 cm, perpendicolari alla branca e praticati nel tratto in cui essa deve essere piegata. Il numero dei tagli dipende dalla dimensione della branca e dall’inclinazione che si vuole ottenere. Se l’operazione viene effettuata correttamente, dopo qualche mese la cicatrizzazione sarà perfetta e la branca nel corso degli anni non avrà alcun tipo di problema.

Schermata 2015-08-25 a 16.34.43

A fine aprile-maggio occorre effettuare la potatura verde localizzandola in modo particolare nelle parti terminali quando i germogli hanno raggiunto la lunghezza di 20-30 cm. All’estremità delle branche occorre scegliere il germoglio che farà da prolungamento cimando tutti gli altri per circa 30-50 cm. I germogli tagliati in questo periodo (quando alla base delle foglie non ci sono ancora le gemme) arresteranno il loro allungamento favorendo quello dei germogli non cimati.

Devono inoltre essere asportati tutti i germogli che crescono sul dorso delle branche e in modo particolare nel tratto sottoposto a piegature, in quanto darebbero origine a succhioni vigorosi compromettendo la vigoria delle branche. Nelle piante in allevamento questo ti- po di intervento di potatura verde andrà effettuato più volte durante la stagione estiva.

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Sempre in questo periodo è opportuno anche togliere i fiori che si trova- no negli ultimi 30-50 cm delle branche si eviterà così la deformazione verso il basso delle stesse.

A fine estate bisogna riposizionare correttamente le branche con l’ausilio degli spaghi e dei picchetti infissi nel terreno l’anno precedente. Questa operazione si rende indispensabile poi- ché la vegetazione che si è formata al secondo anno è cresciuta verticalmente, per cui andrà inclinata di 35-40° co- me si è fatto al primo anno.

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LA POTATURA DEL TERZO ANNO

In aprile-maggio occorre ripetere tutte le operazioni indicate per il corrispondente periodo del secondo anno. Se l’albicocco è stato allevato correttamente, con ripetute potature verdi, ora saranno pochi gli interventi da effettuare. Eventuali germogli vigorosi, sviluppatisi in seguito a qualche taglio drastico effettuato in inverno, in linea di massima vanno tolti, a meno che non servano a coprire vuoti di vegetazione. In questo caso lasciateli vegetare liberamente, specialmente se sono inseriti lateralmente alla branca, per poter effettuare poi nel mese di luglio – quando saranno parzialmente lignificati – delle torsioni.

In questo periodo va controllata an- che la corretta apertura delle branche ottenuta tramite i soliti spaghi e picchetti infissi nel terreno. Occorre controllare anche le branche sottoposte a «intaglio» nell’anno precedente, che dovrebbero aver già formato un callo di cicatrizzazione; se qualche taglio è ancora aperto, occorre abbassare ulteriormente la branca e, se questo non è possibile, distribuire del mastice sulle ferite.

A fine estate bisogna ripetere le operazioni di piegatura effettuate nel secondo anno utilizzando gli stessi ancoraggi e spaghi degli anni precedenti, oltre che le stesse attenzioni.

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Se la branca ha avuto uno sviluppo regolare, in questo periodo dovrebbe avere una lunghezza di 3-4 metri. Se si fosse allungata troppo a fine agosto conviene effettuare, dopo la piegatura, un taglio di ritorno sul legno di due anni, scegliendo un rametto che possa fungere da prosecuzione della branca stessa.

Occorre infine eliminare eventuali succhioni nati sul dorso delle branche e sfuggiti agli interventi precedenti, oltre che effettuare alcune torsioni su quelli che potrebbero servire per coprire spazi vuoti.

Giovanni Rigo